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INNO A ISIDE (III- IV secolo avanti Cristo, rinvenuto a Nag Hammad

Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata, 
Io sono la prostituta e la santa, 
Io sono la sposa e la vergine, 
Io sono la madre e la figlia, 
Io sono le braccia di mia madre, 
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli, 
Io sono la donna sposata e la nubile, 
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito, 
Io sono la consolazione dei dolori del parto. 
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità, 
Io sono la Madre di mio padre, 
Io sono la sorella di mio marito, 
Ed egli è il mio figliolo respinto. 
Rispettatemi sempre, 
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica”.

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INNO A ISIDE (Tratto dal Papiro di Ossirinco n.1380, risalente al II secolo a. C.)

 […] Dea dalle molte facoltà,onore del sesso femminile. […] Amabile, che fa regnare la dolcezza nelle assemblee, […] nemica dell’odio […], Tu regni nel Sublime e nell’Infinito. Tu trionfi facilmente sui despoti con i tuoi consigli leali. […] Sei tu che, da sola, hai ritrovato tuo fratello (Osiri), che hai ben governato la barca, e gli hai dato una sepoltura degna di lui. […] Tu vuoi che le donne (in età di procreare) si uniscano agli uomini. […] Sei tu la Signora della Terra […] Tu hai reso il potere delle donne uguale a quello degli uomini.

Inni tratti dal sito

http://www.pungitopo.com/caffe/iside.html 

 Iside è forse l’ultima traccia che ci rimane della Grande Dea delle precedenti religioni matriarcali. In lei sono racchiuse tutte le valenze del femminile, i lati oscuri e quelli luce. Nel proseguire dei secoli e dei mutamenti, la Grande Madre è stata frazionata, divisa, smembrata nelle altre divinità, ognuna con un aspetto della Dea, prendo esempio dal pantheon greco, che è quello che più ci influenza, ma potremmo anche andare oltre: Era è diventata la Dea del Matrimonio (la donna sposata); Estia la Dea Vergine del focolare (la nubile); Afrodite la disinibita ( non prostituta, ma è stata fatta oggetto di scherno, insieme al suo amante Ares, nell’atto di tradire il marito); Artemide Dea delle partorienti (numerosi sono i miei figli); potremmo andare avanti. Questo “smembramento” della Grande Madre (senza per altro che un consorte si impegnasse a riassemblarla,come fece Iside con Osiride) è arrivato al punto che nella religione cristiana il femminile ha l’unico scopo di “partorire senza peccato”, cioè di avere figli senza fare sesso e via via in un processo dove i lati non mansueti, non consoni al patriarcato sono stati eliminati e/o moralmente messi sotto accusa. Sempre in conseguenza dello “smembramento”, le donne si sono divise anche tra loro e, come ben sapevano i nostri avi, gli antichi romani, dividendoci il patriarcato è riuscito ad imperare.